Una storia
toscana

Le Origini

Il Borro sorge in una delle vallate aretine, il Valdarno Di Sopra, un ampio bacino naturale segnato dal passaggio dell’omonimo fiume Arno e delimitato dalla dorsale appenninica del Pratomagno. Esistente già nel XII secolo come castello, strategicamente posizionato su uno sprone di roccia, una balza (il termine toscano “borro” indica infatti un burrone formatosi dal letto di untorrente) che lo rendeva una rocca inespugnabile.

Le dinastie del Borro

Le prime fonti storiche desumono che Borro de Borris di Medulano (Podestà della città di Arezzo che prese nome dal castello stesso) certificano la sua proprietà dopo anni di lotte tra Firenze Guelfa e Arezzo Ghibellina che si contesero questa roccaforte per secoli.
Significativa la presenza della famiglia Dal Borro e in particolare del famigerato generale, terrore dei turchi, Alessandro Dal Borro. Alla sua morte la proprietà fu ereditata dai discendenti finché, estinto il casato nel 1766, tornò alla corona Granducale. Alcuni anni dopo il governo fiorentino vendette Il Borro ai Medici-Tornaquinci e nel 1867 la proprietà passò alla famiglia Hohenlohe-Waldenburg. Anche il 1900 fu un secolo di rinnovamenti e passaggi di consegne infatti nel 1904 tutto il podere passò ai Principi Germani di Savoia-Aosta, al Duca di Aosta Emanuele Filiberto, quindi al Conte di Torino Vittorio Emanuele e al Duca degli Abruzzi Luigi Amedeo. Nella metà degli anni ‘50 tutta la tenuta divenne proprietà del Duca Amedeo di Savoia-Aosta.

La storia